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Digital divide: analisi del fenomeno

Appresa l’utilità e l’importanza della trasformazione digitale, che ha modificato la conduzione delle attività quotidiane per i singoli utenti e le modalità di gestione delle imprese, è opportuno intervenire per combattere il fenomeno del digital divide poiché tutti gli individui devono avere le medesime possibilità di sfruttare le potenzialità applicative dei mezzi digitali.

Facilitare l’accesso ad Internet e agli altri servizi digitali, infatti, promuoverà il progresso in ottica di digital inclusion e permetterà di eliminare le disuguaglianze garantendo la partecipazione di tutti indistintamente nel processo di digitalizzazione.

 

Digital Divide: analisi del fenomeno e soluzioni per garantire la digital inclusion

Con il termine “digital divide” si indica un fenomeno di dimensioni globali che consiste nel divario digitale esistente tra quella parte della popolazione che ha un adeguato accesso ad Internet ed è in grado di utilizzare le nuove tecnologie e chi, invece, ne è escluso, per mancanza totale di accesso agli strumenti digitali oppure per una fruizione parziale di essi.

Esaminando più nello specifico il fenomeno per individuare le cause legate al suo sviluppo, occorre considerare l’esistenza di numerosi fattori di natura socio-economico e culturale che influiscono sullo sfruttamento delle tecnologie digitali, tra cui figurano l’età, il reddito e le condizioni economiche e il livello di istruzione.

Ciò in quanto l’accesso alle tecnologie ICT presuppone il possesso in capo all’individuo di conoscenze informatiche che gli consentano di svolgere svariate attività virtuali. Anche la geolocalizzazione gioca un ruolo fondamentale poiché in alcune aree geografiche, come quelle rurali, vi è una maggiore difficoltà nell’accesso ad una rete internet veloce rispetto ai centri urbani.

Infine, vi è anche una dimensione infrastrutturale che riguarda la disponibilità di apparati e di strumenti telematici necessari a consentire un’efficace e veloce navigazione su Internet.

La differente possibilità nell’utilizzo degli strumenti informatici tra diverse aree geografiche e/o fasce della popolazione e la circostanza che alcuni soggetti non possano proprio usufruire dei benefici derivanti dal progresso tecnologico si traduce in una concreta esclusione dai vantaggi del digitale che genera una disparità a livello socio-economico e culturale ai danni dei soggetti che ne sono colpiti.

Analizzato alla luce dei connotati tecnologici che contraddistinguono la società nella quale viviamo, infatti, il digital divide comporta una nuova e grave forma di disuguaglianza sociale e culturale che concerne non solo una barriera all’ingresso ma anche le modalità d’uso e la qualità delle tecnologie.

Si viene, dunque, a creare una frattura che inevitabilmente conduce ad una discriminazione per quella parte di popolazione che rimane esclusa dall’utilizzo dei mezzi digitali. In considerazione del processo evolutivo che ha investito le imprese, occorre considerare altresì gli impatti che la digital divide produce in ambito aziendale.

Infatti, partendo dal presupposto che la trasformazione digitale ha riguardato tutti i settori economici e l’innovazione è divenuta ormai necessaria per ogni contesto aziendale, il mercato stesso richiede la progressiva eliminazione del gap esistente tra gli operatori che hanno accesso ad infrastrutture più moderne ed efficienti e quelli che ne sono privi.

Costituendo un fattore competitivo all’interno del mercato, nazionale ed internazionale, le aziende avviano complessi processi di digital transformation con cui elaborano piani di investimento in nuovi processi tecnologici, ricerca e sviluppo in strumenti innovativi ed iniziative che coinvolgono anche i lavoratori che ne fanno parte, cui sono richieste, tra le altre cose, abilità e competenze tecniche sempre più specifiche ed indispensabili in ambito lavorativo.

È necessario, dunque, che all’innovazione tecnologica e allo sviluppo dell’apparato aziendale segua anche un cambiamento nell’organizzazione delle risorse e nella creazione di una cultura aziendale in tal senso per stare al passo con i tempi su tutti i fronti.

Tra le soluzioni al problema del divario digitale, è di fondamentale importanza, in primis, coinvolgere attivamente gli utenti per impartire loro un’adeguata istruzione digitale al fine di fornire loro una formazione in materia e renderli utenti consapevoli e responsabili nella gestione dei servizi.

In un periodo storico proiettato verso il digitale, lo sfruttamento dei nuovi strumenti di comunicazione risulta fondamentale in tutti i campi, non solo nello svolgimento delle attività quotidiane ma anche nel settore lavorativo.

Data la diffusione della digital divide a livello mondiale, i singoli Stati hanno il dovere di porre rimedio a questa critica situazione per permettere ai cittadini e alle aziende di acquisire la piena conoscenza delle nuove tecnologie, di incrementare le competenze digitali, accrescere le proprie potenzialità per mezzo di esse e sfruttarle al meglio per il raggiungimento di obiettivi sia economici che educativi.

Per questi motivi, occorre destinare investimenti e risorse pubbliche per elaborare rimedi che possano sconfiggere il fenomeno, sopperire alle carenze dal punto di vista tecnologico e digitale e, così, garantire i servizi digitali a tutti indistintamente.

Inoltre, con una maggiore consapevolezza rivolta alla persona umana e alla tutela dei valori che ruotano intorno all’individuo, si attendono interventi che possano condurre all’elaborazione di specifiche politiche volte a garantire effettive ed uguali condizioni di accesso ad Internet, accrescendo l’inclusione digitale e il coinvolgimento di tutti gli individui nel processo di digitalizzazione.

Colmare il digital divide è, quindi, un passaggio obbligatorio per garantire un futuro migliore mediante la partecipazione e l’attribuzione a tutti gli individui di un ruolo attivo nel processo di innovazione tecnologica, destinando la tecnologia ad un miglioramento della qualità della vita umana, alla creazione di nuove opportunità, alla velocizzazione dei processi produttivi, all’eliminazione di qualsiasi tipo di ostacolo o barriera sia all’ingresso che nell’utilizzo dei servizi, gestiti assicurando condizioni paritarie. 

 

Per altri articoli relativi alla normativa sulla cybersecurity si rimanda a https://www.telsy.com/it/categoria/legal/


Gli autori

Alessandro Livi si è laureato con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” discutendo una tesi in Diritto Privato Comparato dal titolo: “Il diritto d’autore internazionale nella società digitale, tra nuove tutele e nuovi conflitti”. Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Alessandro è, altresì, cultore della materia di Diritto Privato Comparato presso la citata Università nonché di Market Law and Regulation presso l’università LUISS Guido Carli. Prima di entrare in Telsy, ha prestato la propria attività, tra le altre cose, nell’ambito della contrattualistica d’impresa, del diritto societario, del diritto commerciale e del diritto finanziario presso studi legali di primario livello, sia nazionali che internazionali, nonché, in qualità di Legal Consuel, in contesti aziendali. È, infine, autore di diverse pubblicazioni in materia di diritto societario, fintech e cybersecurity law

Erica Onorati, laureata in giurisprudenza all’Università LUISS Guido Carli di Roma con una tesi in diritto civile intitolata “Le clausole di rinegoziazione”, incentrata sull’analisi e sull’applicabilità della rinegoziazione in materia contrattuale. Specializzata nel profilo di diritto civile, ha approfondito temi legati alla responsabilità contrattuale ed extracontrattuale e al diritto societario e commerciale. Dopo diverse esperienze maturate in ambito legale in contesti aziendali come giurista d’impresa, attualmente ricopre il ruolo di Junior Legal Counsel in Telsy, con un focus incentrato sulla gestione della contrattualistica d’impresa e sulla consulenza legale fornita alle linee di business coinvolte nei vari settori di operatività aziendale.